La Vampa di Sant'Antonio
Il 17 gennaio è Sant'Antonio.
Fino a pochissimi anni fa, a Sutera per festeggiare il santo si faceva la Vampa. Nel pomeriggio del 17 alcune persone di buona volontà raccoglievano con una lambretta a tre ruote della legna, dei mobili vecchi da buttare, delle cassette della frutta rotte, paglia e accatastavano il tutto nel tondo di piazza Umberto I° e la sera, dopo il "palio", lo incendiavano ed il fuoco continuava ad ardere per ore con tutti i cittadini intorno a guardare le fiamme alzarsi verso il cielo. Ora, per ragioni di sicurezza, per non sporcare la nuova pavimentazione della piazza ed anche, dico io, per una progressiva rinuncia alle tradizioni e per un crescente "ma chi me lo fa fare", di tutto questo rimane solo un fuocherello acceso dentro un bidone a ricordare la fu Vampa.
Non conosco il significato del grande fuoco che, però, presumo testimoniasse il rinnovamento: brucio le cose vecchie per far posto alle nuove.
Quest'anno, il pomeriggio di sabato 19, c'è stato come sempre il "palio" che consiste in una processione di fedeli con i lampioncini in mano e l'indomani, dopo la messa pomeridiana, Padre Biagio ha elargito la benedizione agli animali che erano stati condotti in piazza: c'erano cavalli, cani, gatti, canarini ed anche una papera.
Non si e' neanche accesa una fiammella a ricordo della Vampa!
Le tradizioni non sono cose stupide o inutili, sono cultura e creano unità e comunità: sarebbe bello poter raccogliere in un libro o in un supporto multimediale le testimonianze delle vecchie usanze che scompaiono a ricordo di quando queste cose si vivevano.
Giovanni Chiparo
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