Il termovalorizzatore non risolveIl termovalorizzatore e' un impianto per produrre energia elettrica sfruttando la combustione dei Rifiuti Solidi Urbani.Le societa' che costruiscono e gestiscono gli impianti, per il loro guadagno (che ci deve essere altrimenti sarebbero aziende fallimentari) si basano tipicamente su tre tipologie di introiti:
Sul punto 1. c'e' poco da dire: nella speranza di risolvere l'emergenza rifiuti si investe in varie tipologie di soluzioni anche su quelle sbagliate. Il punto 2. e' quello che grava direttamente sulle nostre tasche. Soffermiamoci sul punto 3. Ovviamente piu' energia elettrica si produce piu' si guadagna rivendendola al gestore. Per produrre energia elettrica, come dicevamo, si bruciano i rifiuti solidi urbani. Per ottenere una buona combustione pero' negli RSU deve essere presente una buona percentuale di materiale con alto potere calorico. E' qui che sorge il primo problema: i materiali con piu' alto potere calorico presenti negli RSU sono per la maggior parte CARTA/CARTONE, LEGNO, PLASTICA, STOFFA. Tutti questi materiali sono ALTAMENTE RICICLABILI e devono essere raccolti differenziatamente, come prevede una legge dello stato. L'interesse del termovalorizzatore e' quello di bruciare piu' materiale calorico possibile, interesse che cozza pesantemente con la mentalita' nobile del riciclaggio e con la salvaguardia dell'ambiente. Se la raccolta differenziata e il riciclaggio prendono piede prepotentemente, come mi auguro, e si rispettano le percentuali minime imposte dal decreto Ronchi, per i termovalorizzatori si aprono tre strade:
per produrre una tonnellata di carta da cellulosa vergine occorrono: * 15 alberi * 440.000 litri d’acqua * 7.600 kWh di energia elettrica per produrre una tonnellata di carta da carta da macero cioe' proveniente dalla raccolta differenziata: * 0 alberi * 1.800 litri d’acqua * 2.700 kWh di energia elettrica Con 300 cassette di legno per la frutta si puo' produrre un armadio quattro stagioni nuovo. Con 8 bottiglie di plastica pet si ottiene tanto "tessuto pile" da confezionare un caldo maglione per il freddo intenso. Questo e' il vero modo di VALORIZZARE i rifiuti! Analizziamo ora il cosiddetto "SMALTIMENTO" dei rifiuti tramite termovalorizzazione. Il termovalorizzatore, nel suo normale funzionamento, produce residui della combustione. Alcune fonti parlano di un 15-25% altre fonti parlano di un 30%. Come dicevano i latini, la virtu' sta nel mezzo, quindi consideriamo un 25%. Questo significa che per ogni tonnellata di rifiuti bruciati si producono 250 chilogrammi di residui. Questi residui, nonostante siano rifiuti speciali (e quindi potenzialmente dannosi), per legge possono essere stoccati in normali discariche. A questi vanno aggiunti i fumi e le polveri raccolti nelle camere di post-combustione, altamente inquinanti e pericolosi, che con processi sofisticatissimi vengono resi non pericolosi (inertizzati, in gergo), tipicamente annegandoli nel cemento o in silicati in modo da renderli non volatili e quindi trasferiti in normali discariche (assurdo ma e' cosi'!): questi rappresentano l'1-3% del peso dei rifiuti bruciati piu' il peso, considerevole, del materiale inertizzante. Aggiungiamo la produzione di anidride carbonica che va ad aumentare l'effetto serra. Sommiamo tutti gli inquinanti gassosi pericolosissimi non intrappolati nelle camere di post-combustione la cui emissione e' al di sotto dei limiti di legge (questo significa che sono presenti ma che sono al di sotto di certi limiti che qualcuno ha fissato come non pericolosi). Consideriamo lo spreco di acqua per i lavaggi e per i vari stadi di combustione, acqua che va poi "trattata" prima di essere scaricata perche' ovviamente inquinata (con tutti i problemi d'acqua che abbiamo in Sicilia) con produzione di altri residui. Questo e' il quadro completo del termovalorizzatore: un MOSTRO! In ultima analisi non abbiamo risolto il problema rifiuti, visto che per ogni tonnellata di RSU bruciati si producono piu' di 400 chilogrammi di rifiuti speciali stoccabili, per legge, in normali discariche, abbiamo alzato i costi della nettezza urbana ed abbiamo creato una potenziale bomba ecologico-sanitaria. Si, perche' tutti questi sofisticatissimi procedimenti per la minimizzazione delle emissioni inquinanti sono computerizzati e le macchine possono far fronte solo alle normali condizioni di lavoro ed alle emergenze previste dai tecnici nei loro programmi: l'anello debole della catena e' proprio questo, l'UOMO. Le macchine non sbagliano sono gli uomini che con il loro utilizzo e con i loro programmi possono commettere degli errori. Anche gli scienziati della NASA non sono riusciti a prevedere tutto nei programmi del robot Spirit che e' su marte: infatti la macchina si e' bloccata per un errore di programmazione! Anche il responsabile della societa' che si occupa del trasporto dell'energia elettrica in Italia giurava e spergiurava che in Italia non poteva verificarsi un black-out tipo quello successo a New York proprio per la presenza di sofisticatissimi sistemi per la gestione delle emergenze: infatti alla fine del settembre 2003 c'e' stato un black-out nazionale! In quei casi pero' si e' trattato solo di non poter disporre del robot Spirit per un paio di settimane oppure di rimanere al buio per piu' di ventiquattro ore, nel caso del termovalorizzatore invece si tratterebbe di disperdere nell'aria, nel suolo e quindi sulla popolazione tutti quei veleni che, per non fare terrorismo ecologico, non nomino ma che sono e restano in ogni caso mortali e il non nominarli non li rende certo meno pericolosi! Il bilancio costi (alti per la popolazione e per l'ambiente) e benefici (massimi per il termovalorizzatore) e' decisamente solo a favore delle aziende che gestiscono questi impianti! Vanno cercate altre soluzioni al problema rifiuti. Bisogna:
La spazzatura puo' essere una risorsa sta a noi non incenerirla! Giovanni Chiparo EMail: johnchip tiscali.itFonti:
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