La Sicilia, 14 aprile 2004, Cronache di Caltanissetta e provincia

TRAGEDIA A PASQUETTA.

Giuseppe Piazza, 24 anni, forse aveva comprato la droga nei giorni scorsi

Giovane di Milena morto per una overdose

MILENA. Pasquetta tragica a Milena dove è morto, stroncato da un "buco", Giuseppe Piazza, 24 anni, autotrasportatore. Chi lo conosceva lo descrive come un bravo ragazzo, dedito al lavoro, con pochi grilli per la testa e la voglia di guadagnarsi il pane facendo su e giù dal nord Italia e dalla Francia col suo camion. E grande e crudele è stata la sorpresa nella piccola cittadina quando la sera di Pasquetta si è diffusa la notizia della sua morte avvenuta per overdose. Probabilmente dell'eroina mal tagliata (sarà l'esame tossicologico già disposto dal magistrato a stabilire quale sostanza si era iniettata), gli ha provocato un arresto cardiaco e per lui non c'è stato niente da fare. Così è morto Giuseppe Piazza, ucciso da un buco in vena nella sua stanzetta della casa di famiglia costruita dai genitori in via Machiavelli 5, nel villaggio Vittorio Veneto.
Per la famigliola, composta dal padre Salvatore, operaio specializzato che lavora di volta in volta in varie ditte, dalla mamma casalinga e da lui, il giovane Giuseppe, era stata una Pasquetta trascorsa in campagna. A metà pomeriggio Giuseppe Piazza lascia la comitiva in campagna e dice di volere andare a casa. E così fa. Cosa succede in quelle poche ore che è rimasto solo, si può solo ricostruire a posteriori e non v'è ovviamente certezza. Giunto in casa Giuseppe raggiunge la sua stanzetta e prepara la droga per iniettarsela in vena. Allo stato attuale non è dato sapere se la «roba» fosse stata acquistata in precedenza oppure sia stata acquistata lo stesso giorno. Ma qualcosa va storto, la droga non gli procura un viaggio fantasmagorico ma provoca un arresto cardiocircolatorio. Giuseppe è solo, probabilmente passa dallo stato di torpore artificiale alla morte senza neanche rendersene conto. Gli inquirenti descrivono Giuseppe come un ragazzo serio, gran lavoratore e incensurato. Avevano notizie che di tanto in tanto assumeva sostanze stupefacenti ma nessuno poteva pensare al tragico epilogo. A scoprire il corpo ormai senza vita del figlio è toccato alla madre. Impossibile descrivere lo strazio della donna quando si è trovata di fronte lo spettacolo del figlio inanimato e la siringa per terra. Poco dopo arriva il marito. Sul posto è arrivato anche il dott. Gatto, di guardia medica. Quando sono arrivati i carabinieri, in casa c'erano già i parenti e gli affranti genitori. Per il giovane ogni tentativo di rianimarlo è risultato vano, la morte era già sopraggiunta. Il suo corpo senza vita è stato quindi accompagnato all'obitorio di Mussomeli dove il medico legale provvederà ad eseguire l'esame tossicologico disposto dal magistrato di turno dottoressa Cecchelli. I carabinieri hanno perlustrato la casa del giovane alla ricerca di altre eventuali dosi di sostanze stupefacenti ma non hanno trovato nulla, tranne come già detto, la siringa con la quale Giuseppe si è dato la morte senza saperlo.
Giuseppe lavorava in proprio come un automezzo di proprietà col quale effettuava dei viaggi sia nel Nord Italia che in Francia, dove vivono emigrati. Era rientrato il Giovedì Santo dal suo ultimo viaggio compiuto stavolta in Sicilia. E forse sarà stato proprio durante uno di questi viaggi che ha acquistato la dose maledetta che lo ha stroncato nella sua stessa casa.

Roberto Mistretta



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