La Sicilia, 31 gennaio 2004, Cronache di Caltanissetta e provincia«Serve un maggiore raccordo per i rifiuti»CONSIGLIO PROVINCIALE. La seduta di ieri mattina è stata dedicata alle problematiche per il termovalorizzatore di Casteltermini e ad altre tematiche ambientaliTermovalorizzatore di Casteltermini al centro dell’attenzione del Consiglio provinciale che ieri vi ha dedicato un’intera seduta, anche perché la discussione s’è inevitabilmente allargata al più generale tema della gestione dei rifiuti, dei rapporti con i relativi ATO, del raccordo tecnici-amministratori, con attrito finale tra consiglieri della maggioranza e l’assessore al territorio e ambiente Verdura.Dopo l’introduzione del presidente Marotta, anche circa l’eventualità di compiere sul problema un percorso comune con la provincia di Agrigento, è stato proprio Verdura a fare un’ampia disamina sulla problematica dello smaltimento dei rifiuti, ribadendo come la strada da compiere rimanga quella della raccolta differenziata, recupero, riciclaggio e riutilizzo, con l’impiego di tutte le risorse economiche disponibili e indirizzando gli ATO in tale direzione. Finora tutto è andato alle discariche - ha ricordato - che oggi sono in crisi e spesso causa d’inquinamento: in tale contesto c’è da chiedersi come si colloca un termovalorizzatore, che ancor oggi divide i pareri circa i rischi e i benefici. E’ necessario pertanto - ha concluso - acquisire ulteriori elementi di valutazione. Licata (Udc) ha riferito della sua partecipazione a riunioni presso la presidenza della Regione, in cui è emerso che l’unico problema da definire è quello dell’impatto ambientale, ma che gli impianti previsti in Sicilia non provocano alcun inquinamento (il che contrasta con il recente pronunciamento del Consiglio provinciale scientifico che ha anche parlato di rischio emissioni di diossina dagli inceneritori). Sull’impianto ha poi dato delucidazioni l’ing. Paolo Di Buono, rappresentante dell’Ap nell’ATO CL1: quello a Casteltermini sarebbe programmato per meno di 300 mila tonnellate di rifiuti all’anno. Con gli interventi dei consiglieri di maggioranza - Vassallo, Cusumano, Cassarà - il discorso s’è allargato verso una verifica più generale di quale siano, allo stato attuale, le linee di raccordo Consiglio-ATO-assessorato al ramo, un raccordo che per Vassallo non c’è assolutamente (sconosce, ad esempio, come il piano d’impresa si articoli col termovalorizzatore), mentre Cusumano ha proposto due commissioni speciali di approfondimento, l’una su questo tema, l’altra per quello delle scorie nucleari: sennò non si sarà in grado di sapere verso che scelta orientarsi. Sulla necessità di un ausilio dei tecnici ha concordato Cannizzo, e su tale fronte Cassarà ha polemizzato con Verdura per il fatto che fosse arrivato in aula senza la necessaria presenza dei tecnici dell’assessorato, ricordando peraltro il perdurare delle difficoltà di raccordo tra la commissione da lui presieduta (Lavori pubblici) e lo stesso assessore. Su questa difficoltà di "dialogo" ci sono stati i critici commenti della minoranza con Licata e Vicari, con quest’ultimo a ricordare come fosse stata a suo tempo chiesta la presenza in aula anche di funzionari tecnici della Regione per i dovuti ragguagli. Per Caci e Pepe, in riferimento ad impianti da tempo attivi in Italia, le ripercussioni ambientali sono praticamente irrilevanti e comunque c’è ora la necessità di indicare soluzioni per la nostra emergenza rifiuti. Maiorana, infine, ha ricordato che finisce in discarica il 75% dei rifiuti con inquinamenti diffusi e costi elevati, cosicché si devono sviluppare modelli alternativi di gestione e in questo senso va sicuramente il termovalorizzatore, concepito con canoni di sicurezza e tutela della salute. |