Dietro le quinte
Quando si comincia? Alle 21,30?
Mancano cinque minuti ... dai fai in fretta ... tutti in scena ... via con la musica ... si parte! ... Applausi ... fine primo atto ... applausi ... risate ... ultimo atto ... ringraziamenti ... applausi.
Tutto il lavoro di mesi tra scelta dell'opera da rappresentare, o addirittura scrittura della commedia, scelta degli interpreti, progetto e realizzazione della scenografia, ricerca dei costumi e soprattutto prove, prove e ancora prove ... tutto questo lavoro, dicevo, è sintetizzato da quelle risate e da quegli applausi che il pubblico, bontà sua, ci concede ad ogni rappresentazione. Le nostre esibizioni avvengono all'aperto, su palchi preparati nelle piazze dei vari paesi per gli spettacoli estivi quindi la scenografia deve essere sì d'impatto e curata ma soprattutto leggera e facile da approntare.
Noi ricreiamo delle stanze, degli ambienti su un palco per concerti!
Prima e dopo quel paio d'ore della rappresentazione vera e propria (a volte anche durante nel caso di cambi scena) vi è un lavoro febbrile di costruzione e poi di smontaggio che coinvolge un po' tutti i componenti della compagnia.
Si comincia nel primo pomeriggio alla nostra sede con il caricare il furgone con pannelli, mobili, oggettistica, attrezzi e tutto quanto serve per la rappresentazione ... senza dimenticare nulla!
Arrivati nella piazza troviamo già all'opera il nostro service audio e luci e cominciamo a scaricare tutto il materiale. Poi, come con un enorme gioco di costruzioni, si monta tutto. Ogni cosa al suo posto: i pannelli, i mobili, gli oggetti, i bulloni per tenere insieme i pannelli, le viti, le puntine ...
Per fissare il tutto ed evitare che il vento si porti via la scenografia usiamo delle torrette metalliche ancorate con dei cavi d'acciaio al palco stesso.
Arrivati a questo punto si prega che non piova perchè sarebbe impossibile coprire tutto: pensate il paradosso siciliani sempre alle prese con la siccità che pregano affinchè non piova!

Montato tutto si smettono i panni di operai per vestire quelli di attori e si dà inizio alla rappresentazione. Alla fine si procede allo smontaggio del tutto e sorge un problema: come erano sistemati tutti questi oggetti dentro al furgone?
Prima il pannello con la porta ... no, no, prima la finestra ... ma che dite per primi i pannelli lunghi ... e le torrette dove vanno? E il divano? e ... questo? e quello?
Per fortuna Carmelo Scibetta si ricorda esattamente ogni singola collocazione e tutto rientra al suo posto.
Al rientro in sede la notte è già inoltrata: si svuota il furgone mettendo tutto in maniera tale da essere ricaricato facilmente per la nuova rappresentazione.
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