La Sicilia, 05 Agosto 2008, Cronache di Caltanissetta e provincia

ELEZIONI A SUTERA. Gli sconfitti fanno ricorso. Carruba: «Vogliamo sapere se il risultato è corretto»

Sull’esito del voto parola al Tar

La coalizione perdente aveva sin dall’inizio parlato di irregolarità nelle operazioni di scrutinio che registrò alla fine solo tre voti di scarto. Il 4 novembre l’udienza di ammissibilità

Il Tribunale amministrativo regionale di Palermo, ha fissato al prossimo 4 novembre l’udienza di ammissibilità dei tre ricorsi presentati a seguito delle elezioni amministrative che videro rieletto il sindaco uscente Gero Difrancesco con uno scarto di appena tre voti sullo sfidante Marco Carruba.
   A presentare i tre ricorsi sono stati: l’avv. Marco Carruba, i consiglieri della sua lista "Rialzati Sutera" e gli assessori indicati in caso di vittoria. Già il giorno dopo le amministrative, quando Difrancesco con 609 preferenze contro le 606 di Carruba riconquistò il palazzo comunale, gli sconfitti parlarono di irregolarità e annunciarono l’intenzione di volersi rivolgere al Tar per fare chiarezza.
   Diceva ieri l’avv. Carruba: «I tre ricorsi sono stati presentati al Tar e il prossimo 4 novembre si pronuncerà sull’ammissibilità degli stessi. Questi ricorsi devo dire che hanno comunque suscitato qualche timore in paese, perché forse la controparte non credeva che avremmo proceduto in tal senso, anche perché qua si tratta di scucire di tasca propria fior di avvocati e non di farsi difendere da avvocati pagati coi soldi del Comune. I ricorsi al Tar è notorio che sono dispendiosi ma stiamo raccogliendo i fondi per sostenere i diversi gradi di giudizio.
   Per quanto mi riguarda non mi importa di andare a fare il sindaco di un comune disastrato come quello di Sutera -continua Carrubama i ricorsi li abbiamo presentati perché tre voti di differenza, ammesso che siano davvero tre, non significano niente e quindi da un riesame delle schede e un riconteggio dei voti, può darsi che le cose siano completamente diverse da come appaiono.
   E’ una questione di necessità che non si sarebbe posta se invece di tre i voti di differenza fossero stati trenta. Il nostro imperativo non è comunque vincere ma vogliamo sapere se il risultato è corretto e se è stato regolarmente acquisito sul campo e in tal caso renderemo merito ai vincitori, ma fino a quando non si saprà come stanno le cose, aspettiamo con fiducia che il Tar si pronunci sull’ammissibilità dei nostri ricorsi. Se saranno accolti verrà nominato un commissario che in prima battuta riconterà tutte le schede. Voglio qui specificare che questo è un ricorso amministrativo e non ha niente a che fare col penale, per cui non si devono preoccupare gli amministratori e i sostenitori dell’altra lista, perché per eventuali nuovi ricorsi in Procura, se ce ne dovesse essere la necessità, c’è tempo e in quel caso, li presenterò da solo senza chiedere a chi mi ha sostenuto di farlo.
   Tra i ricorsi presentati quello che ritengo preoccupa di più la controparte è quello a firma degli aspiranti assessori che si snoda su tre punti. Primo punto: le schede elettorali una volta ultimate tutte le operazioni, sono rimaste incustodite presso il comune di Sutera, presso l’ufficio del segretario comunale, non sorvegliate dalle forze dell’ordine né dalla polizia municipale. Già questo fa perdere genuinità alla competizione perché le schede dovevano essere rimesse, così dice la legge, immediatamente in Prefettura, una volta finita l’adunanza dei presidenti.
   Secondo punto: uno dei tre presidenti delle sezioni ha aperto e chiuso le buste più di una volta a operazioni concluse da un punto di vista elettorale, senza la presenza dei rappresentanti di lista né di pubblico, ma solo di qualche sparuto scrutatore mezzo addormentato visto che, stranamente per un paese minuscolo come Sutera, le operazioni si sono concluse alle 3.45 di notte. E si tratta di contestazioni che possono dare luogo a nuove elezioni.
   Ultimo punto: la questione dello scambio di residenze già a suo tempo contestata, visto che risultano strane tali manovre giusto sotto le elezioni. Vero è -conclude Carrubache si possono cambiare fino alla convocazione dei comizi elettorali, ma è necessario che le date di cancellazione del vecchio comune di residenza a quello nuovo di iscrizione, coincidano e questo non esiste».
   La palla insomma adesso passa al Tar che dovrà decidere nel merito dei ricorsi, mentre l’amministrazione in carica continua a governare ed attende con fiducia.

Roberto Mistretta
www.robertomistretta.it



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