La Sicilia, 06 Luglio 2008, Cronache di Caltanissetta e provincia

Moderato ottimismo del sindaco di Sutera. Messana e Licari chiedono sostegno al presidente Ap

Le guardie mediche in bilico

L’impegno assunto dall’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo di verificare i criteri applicati dai manager delle Asl per individuare le 43 guardie mediche da chiudere è l’unico atto concreto che hanno portato a casa i sindaci dei Comuni interessati (tra i quali Sutera, Milena e Sommatino) a conclusione della riunione di venerdì a Palermo che ha visto impegnati anche i vertici regionali dell’Anci, tra cui il sindaco di Caltanissetta Salvatore Messana. I sindaci hanno sottoscritto un documento nel quale hanno chiesto il riesame del piano, frutto a loro giudizio di palesi e gravi errori commessi dalle Asl nell’attuazione. «Se ci sono stati errori - ha detto l’assessore Russo - porremo rimedio e in quel caso convocherò i manager chiedendo precise spiegazioni sul perché non si è tenuto conto dei criteri stabiliti». Russo ha comunque confermato che resta valida la linea di rigore con cui la Regione sta affrontando i problemi.
   Per cui, mentre il sindaco di Sutera Gero Difrancesco si dichiara moderatamente fiducioso («Russo ci ha garantito che il provvedimento sarà rimodulato » aggiungendo tuttavia che «il numero dei presidi che chiuderanno resta lo stesso»), il sindaco di Caltanissetta Salvatore Messana e l’assessore Silvano Licari chiedono sostegno al neo presidente della Provincia regionale Giuseppe Federico.
   «Dal momento che il presidente della Provincia Regionale - scrivono in una lettera inviata all’interessato - esercita la professione medica e conosce bene quindi i problemi della sanità in provincia, siamo certi che non mancherà di essere vicino alle comunità che vedono oggi leso il diritto alla salute.
   Siamo certi che il presidente Federico vorrà sostenere la loro e la nostra battaglia affinché i pur necessari tagli siano d’ora in poi frutto di approfondita concertazione con le parti sociali e comunque da subito non abbiano a colpire le Guardie mediche, settore nevralgico dell’assistenza sanitaria, e certamente non la fonte di maggiore spreco».
   «Con il precedente assessore alla Sanità - ricordano Messana e Licari - era stato raggiunto un accordo che prevedeva il mantenimento delle sedi di Guardia medica ed il raggiungimento dello stesso risparmio con la chiusura delle Guardie mediche turistiche ed la rinuncia da parte dei medici di Guardia medica a due ore di plus-orario.
   Speravamo che quell’accordo non venisse disatteso. Invece è stato azzerato il risultato di una concertazione che cominciava a dare i suoi frutti. Siamo consapevoli che è necessario porre un freno alla spesa sanitaria regionale che ha ormai superato il 50% del bilancio regionale senza che di converso vi sia stato un miglioramento degli standard di qualità nell’assistenza, né vi sia ancora una programmazione che consenta alla sanità siciliana di affrontare le difficili sfide dei prossimi anni. Avremmo preferito che la pur indispensabile manovra di razionalizzazione iniziasse col tagliare gli sprechi e le duplicazioni frequenti, le eccessive e dispendiose consulenze esterne, il fiume di denaro che viene tolto alla sanità pubblica a favore di una sanità privata che deve ancora essere accreditata . A fronte di tutto ciò quanto si risparmia chiudendo qualche guardia medica, e a che prezzo per le comunità?».



HOME