La Sicilia, 01 Luglio 2008, Cronache di Caltanissetta e provincia

«Il decreto taglia spese dell’assessore regionale alla Sanità mette in discussione il diritto dei cittadini ad avere garantito un servizio sanitario di qualità»

La CGIL-FP Sanità «Più penalizzate le comunità povere di servizi»

Il segretario provinciale della Cgil Fp Sanità, Salvatore Giuseppe Pernaci, interviene sulle problematiche della sanità nella provincia nissena con una nota in cui afferma che «le pesanti carenze e le disfunzioni delle strutture sanitarie della nostra provincia (vedi i presidi ospedalieri di Niscemi e Mazzarino, l’Azienda ospedaliera S. Elia) mettono in discussione il diritto dei cittadini di avere garantito un servizio sanitario di qualità a tutela del proprio benessere. La vicenda della soppressione delle guardie mediche, nell’ambito di un decreto taglia spese dell’Assessore regionale alla Sanità, che prevedeva numerosi accorpamenti, era già esplosa nell’agosto 2002 e nello scorso autunno 2007, provocando l’immediata reazione dei sindaci dei piccoli comuni e delle parti sociali compresa la scrivente organizzazione sindacale».
   «Oggi il nuovo Governo regionale ripropone l’ennesima abolizione di alcune guardie mediche - aggiunge - perché è sempre alle prese col ripiano dei debiti della spesa sanitaria, per l’assenza di interventi correttivi ed il susseguirsi di scelte sbagliate del passato, determinate dai precedenti Governi Regionali del centrodestra. La Cgil Fp Sanità, nel condividere la preoccupazione espressa dai sindaci e delle parti sociali, esprime grave inquietudine sulla scelta dell’Amministrazione della Azienda per i servizi sanitari n.2 di Caltanissetta obbligata a dare corso alla circolare assessoriale proposta per il rientro del piano finanziario sanitario dall’assessore alla Sanità Massimo Russo, in merito alla chiusura delle «guardie mediche di Sommatino, Sutera e Milena», e la possibile chiusura di quelle di Caltanissetta, Gela, Mazzarino».
   «Queste comunità povere di servizi, e per tante altre ragioni emarginate e degradate, verrebbero ulteriormente penalizzate - continua Pernaci - dalla chiusura del presidio sanitario rappresentato dalle «guardie mediche», che sono state una grande conquista di civiltà e che per le popolazioni interessate rappresentano uno strumento indispensabile per assicurare la continuità assistenziale.
   Ci spiace ripetere che dopo circa un anno per il servizio delle guardie mediche “la musica non cambia”. Infatti, si riprende con i continui tagli nella sanità camuffati con la riduzione degli sprechi, che non significa la soppressione delle «guardie mediche» in questione, che colpiscono famiglie e ceti più deboli.
   Le guardie mediche sono la salvaguardia della salute della popolazione, specialmente di quella forte componente anziana e bisognosa, e anche a tutela, dal punto di vista occupazionale, della categoria dei medici impegnati nel servizio. La Cgil-Fp sanità riconferma che la riduzione della spesa in materia di sanità deve avvenire solo dopo una più corretta razionalizzazione di tutte le spese della Regione Siciliana».



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