La Sicilia, 01 Luglio 2008, Cronache di Caltanissetta e provinciaL’assemblea dei sindaci del Nisseno riunita ieri a Caltanissetta ipotizza la configurazione di reato e invia un esposto al procuratore della Repubblica Sergio Lari«La chiusura delle guardie mediche è interruzione di pubblico servizio»Con la chiusura della guardie mediche si potrebbe configurare una interruzione di pubblico servizio. Lo ipotizza l’assemblea dei sindaci della provincia che ieri mattina si è riunita nella Sala Gialla di Palazzo del Carmine su sollecitazione del sindaco del capoluogo Salvatore Messana per discutere del provvedimento sui tagli dei presidi sanitari ipotizzati dalla Regione. Oltre al documento politico, i sindaci hanno singolarmente sottoscritto un atto di diffida - inviato all’Assessorato regionale alla Sanità, al prefetto Vincenzo Petrucci, al direttore generale dell’Asl 2 di Caltanissetta Corrado Failla e, per conoscenza, al Procuratore della Repubblica Sergio Lari - con cui, a causa «dei disagi creati alla popolazione con la chiusura della guardie mediche, i primi cittadini chiedono di valutare se ricorrono gli estremi per l’interruzione di un pubblico servizio, illecito rilevabile anche penalmente».Pertanto i sindaci singolarmente chiedono al neo assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, «l’immediata revoca del provvedimento de quo al fine di garantire la continuità del servizio insostituibile ed indispensabile». Alla riunione che si è tenuta ieri mattina a Palazzo del Carmine hanno partecipato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Fimmg, Smi, Snami, Fp Medici Cgil regionale e Cgil provinciale. Nel documento conclusivo, sottoscritto dai sindaci della provincia a conclusione della riunione, il Decreto assessoriale che prevede la chiusura dei presidi di continuità assistenziale in tutta la Sicilia, viene definito «arrogante e repentino », diramato «senza che siano preventivamente state consultate né le realtà territoriali ed i sindaci in loro rappresentanza né le organizzazioni sindacali di categoria e confederali prima di procedere a qualsiasi decisione in un settore così delicato quale la sanità». Nel corso dell’incontro di ieri, inoltre, sono riemerse le identiche problematiche di circa un anno fa, «e per le quali - viene ricordato - si era trovato un accordo, tuttora valido per l’economia richiesta al settore della continuità assistenziale e per tutte le parti interessate, con il precedente Governo Cuffaro e il suo rappresentante alla Sanità, assessore Roberto Lagalla». «La chiusura delle Guardie mediche - si legge ancora nel documento conclusivo - rappresenta, come altri contenuti del Piano di rientro, un provvedimento del tutto avulso da una vera programmazione e razionalizzazione del Servizio sanitario regionale, e comporta da un lato una lesione del diritto alla salute da parte della cittadinanza interessata e dall’altro una prevaricazione perpetrata verso tutte le forze sociali, amministrative, politiche e sindacali che la rappresentano». La conferenza dei sindaci nisseni considera il provvedimento di soppressione delle guardie mediche «non determinante per il contenimento della spesa sanitaria siciliana e risulta determinante, invece, nella negazione delle giuste risposte sanitarie territoriali richieste dai cittadini». Alla luce di queste motivazioni, i sindaci hanno chiesto «l’immediata sospensione dei Decreti assessoriali emanati per la chiusura delle Guardie mediche, l’immediata convocazione delle parti sociali, politiche e sindacali sopra citate», deliberando all’unanimità altresì l’adesione alla manifestazione già indetta per oggi davanti la sede dell’Assessorato alla Sanità siciliana e a tutte le successive iniziative che si riterrà opportuno «per difendere e garantire il diritto prioritario della salute dei cittadini». Intanto di Guardie mediche si è - seppur fugacemente - parlato ieri mattina con l’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo, a conclusione dell’incontro con i vertici dell’Asl nissena che c’è stato a Palermo per tentare di risolvere i problemi che ritardano l’apertura della nuova struttura ospedaliera di Niscemi. L’assessore Russo ha ribadito che i "tagli" al numero delle Guardie mediche sono dovuti dal Piano di rientro imposto dal Governo nazionale e che la Regione si è limitata a stabilire i criteri, riservandosi di confermare successivamente le decisioni assunte dalle Aziende sanitarie locali nel caso in cui queste indicazioni non fossere state messe in pratica "in maniera omogenea" |