La Sicilia, 01 Giugno 2008, Cronache di Caltanissetta e provinciaSUTERA. Ricostruite le tappe della fuga di due fratelli accusati di omicidio a LercaraSi erano nascosti nel ValloneSUTERA. S’erano nascosti nelle campagne del Vallone dopo aver ucciso Pietro D’Amore, l’agricoltore di Lercara Friddi freddato nel luglio scorso. Così i fratelli Gaetano e Francesco Lo Forte si diedero alla macchia per tre settimane, nascondendosi nelle masserie sparse tra Sutera, Bompensiere e Mussomeli. Ospiti di pastori del posto che avevano offerto loro vitto e alloggio. Gente all’oscuro, come poi emerso, di aver accolto due killer. È il retroscena dell’operazione «Clash» che, la scorsa settimana, ha permesso ai carabinieri della Compagnia di Lercara Friddi, diretta dal capitano Giuseppe Iacoviello, di far luce sul delitto del bracciante assassinato nelle campagne del suo paese. Di loro due, dal giorno dell’imboscata, si perse ogni traccia.Era l’otto luglio e la loro irreperibilità durò fino al 24 di quel mese, fin quando a sorpresa non ricomparirono a Lercara. Il loro passaggio nel Vallone, seppur breve, è stato intercettato dai carabinieri che adesso, dopo quasi un anno di indagini frenetiche, hanno pure individuato dove i Lo Forte si rifugiarono: nella masseria di un noto imprenditore agricolo di Sutera, lambito in passato da inchieste antimafia. Il suo nome, però, non risulta iscritto nel registro degli indagati. Se, infatti, è assodato che l’imprenditore ha accolto in casa sua i Lo Forte, legati da stretta amicizia, non vi è prova che sapesse del loro ruolo nell’omicidio D’Amore. La sua abitazione dove ha ospitato i pastori fuggiaschi, in ogni caso, giorni fa è stata perquisita col supporto dei carabinieri della Compagnia di Mussomeli, comandata dal capitano Riccardo Raggiotti, e da quelli di Sutera. Ma la fuga di Gaetano e Francesco Lo Forte ha avuto più soste nel Vallone: masserie e abitazioni sono state anche perquisite a Bompensiere e a Mussomeli, dove ad accogliergli sono state sempre persone che ruotano attorno al mondo della pastorizia locale, ma dal passato pulito. E gli stessi inquirenti hanno chiarito che quei braccianti non sono stati fiancheggiatori dei Lo Forte. Ma le perquisizioni nelle loro abitazioni rurali sono ugualmente scattate perché, secondo gli investigatori, approfittando dell’ospitalità ricevuta, i Lo Forte abbiano nascosto proprio nel Vallone il fucile con cui assassinarono D’Amore e fatta sparire l’auto servita per spostarsi e raggiungere il Nisseno. VALERIO MARTINES |