La Sicilia, 20 Gennaio 2008, Cronache di Caltanissetta e provincia

I DIALIZZATI DI MUSSOMELI, COSTRETTI A FARE LA TERAPIA A SERRADIFALCO, SCRIVONO ALL’ASSESSORE

«Caro Lagalla, noi passiamo dal dramma all’odissea»

MUSSOMELI. Il dramma dei dializzati che continuano a fare su e giù per le tortuose vie del Vallone non trova una soluzione. I dializzati, che vivono il dramma di una sanità che non assicura le vitali prestazioni presso il locale ospedale dove pure sono stati individuati i locali per ospitare il Centro dialisi (adibiti a uffici amministrativi) e sono anche stati acquistati i macchinari, hanno affidato al sindaco una lettera indirizzata all’assessore regionale alla Sanità.
   Si legge: «Chi le scrive è un gruppo di persone tali e quali a lei e agli altri rappresentanti del popolo siciliano. Persone che un brutto giorno hanno scoperto di avere la funzionalità renale troppo bassa e che da allora devono sottoporsi a sedute di dialisi tre-quattro volte la settimana per depurare il proprio sangue ed assicurarsi un giorno ancora di sopravvivenza. Molti di noi sono anziani, altri i più giovani hanno la speranza di un trapianto, noi no! Noi siamo condannati! E ben vengano le sedute di dialisi che ci permettono di vivere. Quello che non riusciamo più ad accettare però è quello che succede a Mussomeli, dove esiste da trent’anni l’ospedale e dove da molti anni sono stati anche acquistati i macchinari per aprire un Centro Dialisi e pure i locali sono stati individuati, mentre noi siamo condannati ad un’infinita via Crucis se non vogliamo morire».
   La lettera continua: «Da Mussomeli, centro montano di 800 metri, a giorni alterni, a bordo di un pullmino scendiamo fino a 400 metri per poi risalire di nuovo e raggiungere, lungo una strada tortuosissima, ricca di buche e tornanti, col fondo stradale sconnesso e franoso, la cittadina di Serradifalco, distante circa 30 km, dove esiste un centro privato convenzionato con la Regione. Dopo il viaggio di un’ora all’andata, al ritorno, dopo l’estenuante seduta che ci lascia con la pressione a terra, il viaggio è una vera agonia. Arriviamo a casa nostra in stato di precoma.
   E tutto questo succede giorno dopo giorno, dal primo dell’anno fino a San Silvestro, con la pioggia e con la neve, con la grandine o il caldo africano. E dopo un anno si ricomincia ancora.
   Le chiediamo perciò: perché non provvede a fare aprire il Centro Dialisi a Mussomeli dove è previsto da anni»?

Roberto Mistretta
www.robertomistretta.it



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