La Sicilia, 02 Dicembre 2007, Cronache di Caltanissetta e provincia

SERRADIFALCO. Richiesta ufficiale al ministero dell’Ambiente

Il presidente dell’Ato CL1 si attiva per la discarica

SERRADIFALCO. Una richiesta di autorizzazione per l’attività di smaltimento di rifiuti solidi urbani del Comune di Serradifalco, è stata avanzata dal presidente dell’Ato Cl1 Giuseppe Cimino al Ministero dell’ambiente per il tramite dell’agenzia regionale per i rifiuti e per le acque (Arra). A darne l’annuncio ieri è stato l’assessore della Giunta Ricotta Totò Alaimo: «Il presidente dell’Ato ha ritenuto di dover accogliere la nostra richiesta di conferire i rifiuti del nostro comune nella discarica di contrada Martino con un risparmio non indifferente per i nostri cittadini sui costi di trasporto degli stessi rifiuti».
   Nell’istanza, il presidente dell’Ato Cl1 ha fatto rilevare che, avendo ricevuto istanza dal sindaco lo scorso 27 novembre e considerato che la competenza a formulare la richiesta compete all’Ato Cl1, ha deciso di inoltrare la richiesta, per il tramite dell’Arra, al ministero dell’ambiente. Giuseppe Cimino ha fatto rilevare che «la discarica di Serradifalco è provvista di regolare autorizzazione; inoltre, dalla relazione dell’ufficio tecnico dell’Ato Cl1, alla data del 13 marzo scorso era ancora disponibile una capacità residua di abbancamento stimata in mc. 8.153 sino al raggiungimento della capacità d’esercizio fissata in mc 107.000 per una quantità di rifiuti stimata in Kg 6.523.000. Considerato che il comune di Serradifalco produce mediamente una quantità giornaliera di 9000 kg, minima rispetto al conferimento giornaliero globale dell’intero ambito di 180.000 kg circa e che la discarica, per il conferimento dei rifiuti prodotti dal comune di Serradifalco, è idonea avendo una capacità di abbancamento ben oltre la quantità di rifiuti prodotta dal Comune», il presidente dell’Ato Cl1 ha rivolto «istanza per l’autorizzazione al conferimento dei rifiuti solidi urbani del comune di Serradifalco nella discarica di contrada Martino sino al limite di abbancamento previsto nell’originario provvedimento autorizzativo». La richiesta è stata inoltrata anche all’Ausl 2 competente per territorio per il rilascio del prescritto parere sanitario.

Carmelo Lo Curto



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