La Sicilia, 02 Dicembre 2007, Cronache di Caltanissetta e provincia

UNA STORIA DI MALASANITÀ

Bambino in coma da aprile

L’odissea di una famiglia emigrata da Villalba in Lombardia. Il figlioletto di 7 anni è stato operato per una banale appendicite ma è rimasto senza ossigeno per alcuni minuti

La madre: «Il 12 dicembre sarà dimesso dal “S. Raffaele”, aiutatemi a portarlo negli Usa»

VILLALBA. Emanuele aveva un sogno: diventare un carabiniere. Il suo idolo era Salvo D’Acquisto. Quel sogno però si è infranto nella sala operatoria di uno dei maggiori ospedali italiani. Ora il piccolo Emanuele Lo Bue, 7 anni, è in coma irreversibile e i suoi familiari lottano per assicurargli le cure necessarie e non abbandonare la speranza di svegliarlo. Sono in contatto con Cleveland dove esistono tecniche innovative e sperano in un miracolo della scienza.
   Il papà di Emanuele, Elio, è nativo di Villalba.
   Dal piccolo centro agricolo emigrò molti anni fa, trovò lavoro e si costruì una famiglia a Cologno Monzese. A Villalba vivono ancora i nonni paterni e gli zii del piccolo angelo. La sua mamma, Eleonora Crespi, ha lanciato un nuovo disperato appello su internet all’indirizzo http://salviamoemanuele.blogspot.com dove è anche possibile firmare una petizione per non abbandonare Emanuele.
   Ecco il suo messaggio: «Sono la mamma di Emanuele Lo Bue, il bambino di 7 anni in coma dallo scorso 10 aprile a causa di una banale operazione di appendicite. Questa in breve la storia. Emanuele è sempre stato un bimbo sanissimo. Il 10 aprile 2007 è entrato al "San Raffaele" di Milano per un’appendicite. Durante l’anestesia, non si sa ancora esattamente per quale motivo, è rimasto senza ossigeno per parecchi minuti, forse 15, forse di più.
   Successivamente è stato in terapia intensiva per due mesi e ha subìto l’asportazione della teca frontale perché la pressione endocranica è aumentata a dismisura. Il 28 maggio 2007 è stato dimesso con la corteccia cerebrale distrutta, il cervello a macchia di leopardo, senza osso frontale e in stato di coma neurovegetativo. Da allora il bambino si trova ricoverato presso il centro di riabilitazione "La Nostra Famiglia" di Bosisio Parini (Lecco). Viene nutrito artificialmente, ha subito cinque operazioni e molte TAC.
   Il 10 settembre 2007 è tornato al San Raffaele per ripristinare la calotta cranica e l’operazione è andata bene. Ma lui è sempre in coma. Uno stato "irreversibile" secondo la diagnosi, ma noi genitori, con il sostegno di familiari e amici, non vogliamo arrenderci. Se esiste una possibilità di restituire a Emanuele una vita normale, ogni strada dev’essere percorsa».
   Ed ancora: «La nostra famiglia, con la collaborazione di parenti, amici e gente comune, si è adoperata per contattare numerosi ospedali e centri di riabilitazione specializzati in tutto il mondo, nella speranza che, da qualche parte, esista una terapia che possa aiutare il nostro bambino. A Cleveland, ad esempio, esiste uno egli ospedali più all’avanguardia degli Stati Uniti, presso il quale i medici sono riusciti a ottenere su pazienti in condizioni simili a quelle del piccolo Emanuele risultati miracolosi, attraverso l’inserimento di speciali microchip nelle parti danneggiate del cervello».
   Dopo avere attuato lo sciopero della fame la signora Eleonora fu ospite a "Uno mattina" e "Piazza Grande" e il caso ebbe ribalta nazionale. Fu contattata dai vertici del "San Raffaele" e furono presi degli impegni.
   «Il 12 dicembre, a dispetto di ogni miglioramento, Emanuele sarà dimesso continua la mamma- il "San Raffaele" deve curare Emanuele e adoperarsi in qualsiasi modo per organizzare il viaggio della speranza, che è possibile presso uno dei centri internazionali con i quali siamo in contatto.
   A tale scopo, da domani riprenderò lo sciopero della fame.
   Voglio aiuto per mio figlio, un piccolo angelo indifeso che si trova in un letto di ospedale non per colpa sua, ma per un destino infausto. Ora dico basta: non voglio più sentire il suo pianto di sofferenza e disperazione.
   Nei suoi occhi si vede uno sguardo di inconsolabile tristezza e dolore.
   Perché lui soffre. Da domani, sorretta dalla forza di tutte le mamme, tantissime persone e un angelo speciale andrò fino in fondo. Questa volta non mi fermo".
   Per contatti: eleonora.crespi@alice.it Cellulare: 333-2915163 Tel. abitazione: 02-27303754.

Roberto Mistretta
www.robertomistretta.it



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