La Sicilia, 09 Ottobre 2007, Cronache di Caltanissetta e provincia

MUSSOMELI. Il presidente del Consiglio comunale: «Oggi essere “normali” è diventata una vergogna»

«Riflettiamo sui giovani»

MUSSOMELI. A Mussomeli così come un po’ ovunque, il disagio degli adolescenti e dei giovani più in generale, è palpabile in ogni sua forma ed espressione, e specie chi ha figli di quell’età, conosce bene il muro che i giovani alzano a barriera che è allo stesso tempo protezione di se stessi e distanza dagli adulti.
   Adesso il presidente del Consiglio comunale, Salvuccio Bellanca ha deciso che è venuto il tempo di guardare in faccia il disagio dei giovani e, pur ammettendo di non avere in tasca la soluzione, si propone di affrontare istituzionalmente il problema e chiama a raccolta gli altri Enti del territorio.
   «Perché una ragazzina o un ragazzino appena adolescenti devono uscire di casa solo dopo le dieci di sera e rientrare a tarda notte ?» si chiede Bellanca.
   Ed ancora: «Perché le ragazzine se non indossano vestiti griffati e alla moda non possono essere accettate dal gruppo? Perché per potersi divertire ci si deve obbligatoriamente sballare o fare uso disinvolto di alcool ? Perché se un genitore redarguisce il proprio figlio o lo sfiora con un dito, si ritrova telefono Azzurro e la pattuglia dei carabinieri sotto casa ? Perché se un insegnante rimprovera un alunno, la mamma dello stesso, armata di orgoglio si reca a scuola per farla pagare cara alla maestra o al prof che avuto la sfrontatezza di tanto osare ? La verità oggi purtroppo è che essere normali è diventata una vergogna».
   Presidente, non le sembra di esagerare? «No. Mussomeli per molto tempo è stato un paese che ha vissuto serenamente la sua quotidianità e qui i giovani sono potuti crescere ed hanno potuto inserirsi nel tessuto sociale in maniera sana.
   Oggi non è più così ed è sotto gli occhi di tutti quello che succede ma sarebbe troppo facile fare del qualunquismo».
   Si spieghi meglio.
   «Io non ho figli adolescenti ma confrontandomi sul tema, da più parti emerge una situazione nuova che ci deve fare riflettere tutti quanti ed agire di conseguenza.
   Meno critiche e più fatti e visto che rappresento istituzionalmente il Consiglio comunale di Mussomeli, mi sono posto questo problema per cercare di affrontarlo nelle sue dinamiche generali, allargando il discorso a tutto il Vallone ».
   Cosa farete dunque ? «Bisogna cominciare a parlarne per inquadrare ed affrontare il problema. Non è possibile continuare con questa indifferenza e fare finta che il problema non esiste. Ho pensato di coinvolgere, assieme ai capigruppo ed a tutti i consiglieri comunali, tutte le realtà istituzionali del territorio che possono dare un loro contributo fattivo, ognuno nel proprio ambito di competenza, per dare vita ad una sinergia ramificata ed operante in tutti gli ambienti giovanili attraverso un insieme di progetti collegati tra di loro .
   Non saranno i soliti progetti mangiasoldi? «No, abbiamo già avviato una serie di contatti e di incontri che si dovranno concretizzare in un primo tavolo di lavoro che vedrà coinvolti con cadenza mensile i responsabili della Chiesa, della scuola, gli stessi alunni, le famiglie (genitori e figli), le forze dell’ordine, le associazioni giovanili e sociali, gli operatori sanitari e più in generale, tutti coloro che vorranno dare il loro apporto al nostro progetto».
   Non si corre il rischio del solito bailamme istituzionale con molti "bla bla bla" e pochi fatti ? «Questa iniziativa posta in essere con molta umiltà vuole arrogarsi un solo obiettivo: distogliere quanto più possibile i giovani dagli ambienti negativi e impegnarli in attività sane e di crescita personale.
   Per fare ciò però, è necessario l’aiuto dell’intera comunità e delle sue realtà istituzionali e non, che devono prendere coscienza di una situazione ormai avviata lungo una pericolosissima china. Da qui la nostra proposta aperta ad ogni suggerimento».
   Insomma, il fatto stesso di cominciare a parlare a livello istituzionale è di per sé un fatto positivo. Se ai buoni propositi seguiranno fatti concreti saranno i risultati a dimostrarlo. In ogni caso un velo è stato squarciato in particolare sull’abuso di alcool da parte dei minori.

Roberto Mistretta
www.robertomistretta.it



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