La Sicilia, 21 Settembre 2007, Cronache di Caltanissetta e provinciaFronte compatto dei sindaci. L’Asl 2 ha già ufficializzato la chiusura dei presidi di Acquaviva, Bompensiere e SuteraGuardie mediche, arrivano i «tagli»S’infiamma il dibattito sulla soppressione di alcuni presidi sanitari locali, che interessa anche il Nisseno. È compatto, oltre che granitico, il muro innalzato dai sindaci dei Comuni destinatari del provvedimento di chiusura, attivo dal primo ottobre. Era pesante ieri mattina il clima nella sala conferenze dell’Asl 2 di via Cusmano. I sindaci del Vallone indossavano la fascia Tricolore, e al loro seguito c’erano cittadini infuriati e, non tutti, i consiglieri provinciali. Ad ascoltare il coro di proteste c’erano il manager dell’Asl, Corrado Failla, il direttore sanitario, Salvatore Mancuso e quello amministrativo, Alessandro Mazzara.Ma il dibattito ieri si è ulteriormente infuocato, quando l’assemblea dei sindaci e i consiglieri sono venuti a sapere che la delibera era stata già firmata in mattinata dai vertici dell’Asl 2, senza il parere preventivo della conferenza dei sindaci, previsto per legge. Atto che sarà operativo da giorno 1 ottobre. Se così sarà, le guardie mediche che dovranno "scomparire" avranno dieci giorni di vita. Una presa di posizione contestata duramente da tutti, al punto che il sindaco di Caltanissetta, Salvatore Messana e il presidente del Consiglio provinciale, Angelo Marotta, insieme a Failla sono andati a telefonare al Governatore Cuffaro per chiedergli un incontro ufficiale. Appuntamento accordato e fissato lunedì pomeriggio con l’assessore regionale alla Sanità Roberto Lagalla, che contestualmente incontrerà tutti i direttori generali dell’Asl siciliane per affrontare la stessa problematica. Dalla sede dell’Asl, sindaci, cittadini e consiglieri, ieri si sono poi spostati in Prefettura, per incontrare il prefetto Vincenzo Petrucci al quale è stato illustrato lo stato delle cose. Al termine dell’incontro i sindaci hanno elaborato un duro documento, inviato pure all’Anci e all’Unione delle province, nel quale respingono «il provvedimento dichiarandolo illegittimo, e riservandosi di impugnarlo nelle opportune sedi legali poiché adottato senza il preventivo parere della stessa conferenza ed in sfregio alla richiesta di sospensione o revoca formulata dai sindaci». I primi cittadini, inoltre, contestano «le priorità contenute nel piano di rientro regionale predisposto dall’Assessorato regionale alla Sanità, ritenendo che la scelta di chiudere alcune sedi di guardia medica sia non solo quella più invisa ma anche quella meno incisiva sul piano del risultato economico che si vorrebbe raggiungere ribadendo con forza il principio che su questioni talmente importanti per la vita stessa delle persone debbano sempre e comunque essere coinvolte le comunità interessate e, quindi, i sindaci che le rappresentano ». Durissimi, e bipartisan, i commenti. «L’atteggiamento della Regione - ha detto il sindaco Messana - rischia di aprire un conflitto tra autonomie locali e Istituzioni. Non ci fermeremo con la protesta, che sarà clamorosa se non otterremo la sospensione del provvedimento. Non si possono scippare le guardie mediche ai cittadini, soprattutto nei paesi dove il giorno, e specialmente la notte, rappresentano l’unico riferimento. Per Caltanissetta chiederò che non venga chiusa la guardia medica di Santa Barbara, in quanto lontana dalla città». «Occorre capire la vocazione territoriale prima di chiudere le guardie mediche - dice Antonio Favata, capogruppo provinciale di Forza Italia -. Invito l’assessore Lagalla a visitare i nostri territori, e rendersi conto che molti paesi sono parecchi chilometri distanti tra di loro, difficili da raggiungere dagli anziani in caso di necessità, soprattutto da coloro che non possiedono una macchina per spostarsi. Quando si discute di politica sanitaria conclude - occorre mettere da parte il ruolo di ragionieri, ricordandosi che prima di tutto vengono i bisogni della gente. Si vuole davvero risparmiare? Che allora la Regione tagli in altri settori della sanità oltremodo dispendiosi». VALERIO MARTINES |