La Sicilia, 29 Luglio 2007, Cronache di Caltanissetta e provincia

La visita del 1374 di Federico III e moglie

E il castello in festa ospitò i reali

Mussomeli. Era il 1374 quando il castello di Mussomeli, parato a festa, ospitò Federico III, re di Sicilia (1355-1377), detto il Semplice, membro del ramo siciliano della casa d’Aragona, e la sua regina Antonia del Balzo, figlia di Francesco duca di Andria e di Margherita d’Angiò Taranto, nipote, per parte di madre, della regina Giovanna I di Napoli. E proprio con la regina Giovanna, che aveva il suo bel da fare per mantenere l’indipendenza del suo regno, minacciata all’esterno dagli Angioini di Napoli e all’interno dalla nobile famiglia dei Chiaramonte, nel 1372, re Federico III riuscì a firmare una pace che gli consentì di mantenere il controllo della Sicilia fino alla morte.
   Come si usava a quei tempi, la tregua fu sancita dal matrimonio con Antonia.
   Lo sposalizio tra Antonia e Federico III (rimasto vedovo nel 1363 di Costanza d’Aragona), avvenne il 26 novembre 1373 a Messina. Le nozze furono celebrate dal vescovo di Sarlat, Giovanni Rivellone, legato della sede apostolica.
   Grazie a quella tregua, Manfredi III rientrò nelle grazie del re e rinsaldò la sua amicizia col regnante, in viaggio lungo la Sicilia per riconquistare terre e castelli usurpati dai baroni siciliani, accogliendolo con tutti gli onori quel lontano 16 novembre del 1374.
   Conoscendo le condizioni climatiche di Mussomeli e il suo territorio, possiamo immaginare che fosse una tipica giornata autunnale, nuvolosa e fredda, con la tramontana che scuoteva cose e uomini e faceva sventolare stendardi e vessilli issati sul maniero, mentre tutt’attorno si abbacchiavano le olive e si dissodava la ferace terra del Vallone per preparare gli immensi feudi alla semina.
   Il castello si presentò ai visitatori come un titano di pietra animato da gonfaloni e insegne gonfi di vento, rullarono i tamburi e squillarono le trombe.
   Il re era arrivato. Quanto si prolungò la sosta al castello di Mussomeli del re e della sua corte non è dato sapere.
   I regnanti alloggiarono nelle sale nobiliari riscaldate dal grandioso camino che tutt’ora si può ammirare, gli armigeri sostarono nella parte più bassa del castello, a protezione del re e della regina e della principessa Maria, dodici anni, figlia di primo letto di re Federico.
   Della corte faceva parte il variegato popolo di dame ed ancelle, cuochi e cerusici, consiglieri e portatori. Non mancava il Legato Apostolico. Le donne, all’aurora e al crepuscolo, si raccoglievano nella cappella del castello per rivolgere preci all’Altissimo.
   Di quella visita rimane traccia nella regia lettera datata appunto 16 novembre 1374 (XVI novembris apud terram manfridae), ma anche nel privilegio del 4 gennaio 1375 si parla d’una terra nominata Manfrida, ovvero un borgo abitato. La futura Mussomeli cominciava a mettere radici.

Roberto Mistretta
www.robertomistretta.it



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