La Sicilia, 14 Marzo 2007, Cronache di Caltanissetta e provincia

Nell’auditorium la proiezione del film con l’attore suterese

Questo pomeriggio, presso l’auditorium comunale sarà proiettato il film "Rosso Malpelo", realizzato dal regista Pasquale Scimeca e che annovera, tra gli attori, il piccolo Omar Noto, suterese doc, nella parte di Ranocchio. Le proiezioni avverranno alle 16.30 (riservata ai ragazzi della scuola), quindi alle 19 e alle 21. Nell’occasione, il Comune di Sutera, consegnerà un riconoscimento al regista e al piccolo attore suterese.
   Il Comune di Sutera ha compartecipato, con 2.500 euro, al progetto di Pasquale Scimeca: «Liberiamo dalla schiavitù del lavoro i bambini del mondo: 100 scuole adottano 100 bambini». Per chi non lo sapesse, "Rosso Malpelo" è tratto dall’omonima novella di Verga e denunciava "Il lavoro dei fanciulli nelle zolfare siciliane".
   Scimeca, con questo film oltre a raccontare la Sicilia del tempo che fu, vuole denunciare ciò che purtroppo ancora oggi, avviene in troppe parti del pianeta, da qui il suo progetto. Scrive Scimeca: «Secondo i dati forniti dall’UNICEF, oggi nel mondo vi sono 218 milioni di bambini che lavorano. Con le loro piccole mani cuciono le scarpe con le quali camminiamo, i palloni con i quali giochiamo, fanno tappeti che arredano i nostri salotti, lavorano nei campi e nelle fabbriche, raccolgono immondizie, chiedono l’elemosina, si prostituiscono. Tra tutte le forme di sfruttamento, quello dei bambini che lavorano nelle miniere è il più odioso e intollerabile. Perché in miniera i bambini sono costretti a lavorare al buio, dentro cunicoli che sprofondano nelle viscere della terra, senza aria né luce, in ambienti malsani, in promiscuità con uomini che a causa del caldo lavorano nudi. Ogni mattina, quando spunta il sole sul civile Occidente e le madri accompagnano i loro figli a scuola, nel resto del mondo una moltitudine di piccoli esseri scende nel profondo della terra, scava minerali, trasporta pietre. Più di un milione di bambini che vivono come topi, abbandonati a se stessi come cani randagi. E noi non riusciamo a vederli».

Roberto Mistretta
www.robertomistretta.it



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