La Sicilia, 26 Novembre 2006, Cronache di Caltanissetta e provincia

DUE SCOLARI DI SUTERA DESCRIVONO COSÌ LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

«La mafia significa ricatto e prepotenza»

SUTERA. Paolo Ferlisi ed Ilenia Cacciatore, due alunni delle 3ª A della scuola media di Sutera, hanno scritto un articolo, da pubblicare nel giornalino telematico della scuola, in merito all’anniversario del poliziotto caduto per mano mafiosa, Lillo Zucchetto, e alla visita del dott. Ottavio Sferlazza.
   "Giorno 14 novembre, a scuola - scrivono i due ragazzi - abbiamo ricevuto un ospite di prestigio, un giudice di Caltanissetta il dott.
   Ottavio Sferlazza. Il giudice Sferlazza è venuto in occasione dell’anniversario della morte di un valoroso poliziotto di Sutera, Calogero Zucchetto, ucciso dalla mafia, che abbiamo voluto ricordare nell’anniversario della sua morte. Proprio per la commemorazione di Zucchetto abbiamo parlato di questo fenomeno che è la mafia, un fenomeno piuttosto triste. Il dott. Sferlazza ha spiegato che mafia significa ricatto, prepotenza, violenza, abusi di potere. La politica, spesso, viene gestita da loro e quindi non fa gli interessi del popolo.
   E il giudice ha spiegato che la mafia affligge la società, provoca lutti tra cui la immatura morte di Zucchetto».
   «Il dott. Sferlazza - aggiungono gli scolari - ci ha parlato anche della sua situazione familiare e che proprio lui ha poca libertà, accompagnato continuamente dalla scorta, e che a volte trascura i figli, per i quali mostra delle paure che non dovrebbe avere, secondo le sue tesi. A Sutera il problema mafioso non esiste e questo presenta un doppio lato positivo perché oltre a non avere morte e sofferenza, secondo il suo parere, è anche una forma di civiltà".

Roberto Mistretta
www.robertomistretta.it



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