La Sicilia, 14 Novembre 2006, Cronache di Caltanissetta e provincia

SUTERA. MANIFESTAZIONE A 24 ANNI DALL’OMICIDIO DEL POLIZIOTTO DELLA MOBILE DI PALERMO

Dibattito per ricordare Zucchetto

Ventiquattro anni fa, il 14 novembre 1982, mentre usciva da un bar di Via Notarbartolo a Palermo, con cinque colpi di pistola calibro 38, fu trucidato l’agente scelto Calogero Zucchetto.
   E stamani, come avviene ogni anno da allora, a Sutera, paese natio di Zucchetto, si ricorda il giovane agente caduto sol perché era uno zelante servitore dello Stato, con l’incontro-dibattito "Sorridi alle regole: un percorso di legalità in memoria di Calogero Zucchetto", che si terrà alle 9 presso la sala teatro della scuola media. Saranno presenti il dott. Ottavio Sferlazza, presidente della sezione Gip-Gup del tribunale di Caltanissetta, la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di Campofranco-Sutera, prof.ssa Carolina Taibi, il sindaco di Sutera Calogero Difrancesco, le autorità militari, civili e religiose.
   L’incontro sarà moderato dal prof. Tonino Calà.
   Lillo Zucchetto, della Squadra Mobile di Palermo, aveva contribuito alla stesura del "Rapporto dei 162" consegnato alla magistratura nell’estate del 1982 dal dirigente della Mobile, "Ninni" Cassarà. Il giovanissimo agente di Sutera amava lavorare sulla strada e mirava ad individuare il covo di un mafioso a Ciaculli, ma dopo avere scoperto il rifugio del boss fu riconosciuto da altri mafiosi. Per non comprometterlo, la Squadra Mobile di Palermo decise di non far partecipare Zucchetto all’arresto del boss ricercato, il 7 novembre di quell’anno.
   Una settimana dopo, due killer lo uccisero a tradimento. I due assassini vennero a loro volta eliminati dalla mafia negli anni successivi. I mandanti furono condannati all’ergastolo.
   Nel recente film tivù «Giovanni Falcone», è stata ricordata la figura di questo giovane poliziotto, che dopo avere scovato il covo di Totuccio Contorno, deciso a pentirsi, venne ucciso a tradimento, mentre usciva da un negozio dove era andato a provare il vestito per le nozze imminenti e si accingeva a montare sul proprio vespino.

Roberto Mistretta
www.robertomistretta.it



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