La Sicilia, 18 Aprile 2006, Cronache di Caltanissetta e provincia

Tradizionale scampagnata dopo la processione di «Li santi Casci» dei compatroni

E’ ancora festa, oggi c’è il Pasquone

SUTERA. Pasqua, pasquetta e ... pasquone.
   Così a Sutera chiamano il martedì immediatamente successivo alla Pasquetta perché in questa medievale cittadina sottostante la famosa Rocca che la sovrasta austera, in tale giorno si festeggia San Paolino, compatrono assieme a Sant’Onofrio della città.
   Si tratta di una festa antica di secoli ed istituita dopo la traslazione delle sacre Reliquie dei due santi custoditi all’interno "di li santi Casci", urne di pregiatissima fattura riccamente scolpite, che vengono portate in processione. Mentre l’urna argentea di S. Paolino e quella lignea di S. Onofrio sfilano sulle erte stradine, si implorano le intercessioni dei due santi per la protezione dei bambini che assistono ad un rito vecchio di secoli e molto sentito dalla popolazione locale.
   Tale ricorrenza festosa è assai suggestiva grazie alle particolari caratteristiche del territorio. Il piccolo comune sormontato dalla Rocca di cui i suteresi sono gelosissimi, si inerpica per tortuose stradine sino alla cima da cui si gode un panorama incantevole che abbraccia mezza Sicilia fino all’Etna (innevato in questi giorni). La festa ogni anno attira numerosissimi visitatori e fedeli anche dai paesi limitrofi che salgono faticosamente a piedi sulla Rocca per assistere alla processione delle urne e delle statue dei due santi verso la chiesa di S. Agata, da dove poi sia i simulacri che "li santi Casci" ritorneranno sulla Rocca la domenica successiva.
   Le reliquie di S. Paolino e S. Onofrio vennero trasportate a Roma dai cristiani nell’anno 1001 e successivamente donate al principe Federico Chiaramonte nel 1220. La nobile famiglia le custodì gelosamente e circa un secolo dopo, nel 1336 venne fatto costruire da Giovanni Chiaramonte il santuario di S. Paolino e le sacre reliquie vennero quindi donate da un cugino che le aveva ereditate e da allora sono custodite nelle antiche mura sulla cima della Rocca. Per tradizione oggi viene anche suonata dai suteresi, a turno, la campana del Santuario come atto di omaggio ai santi Patroni.

Roberto Mistretta
www.robertomistretta.it



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