La Sicilia, 29 Gennaio 2006, Cronache di Caltanissetta e provinciaPer la stabilizzazione dei precari i sindaci del Nisseno chiederanno anche un incontro con CuffaroLa questione articolisti all’AnciParte da Mussomeli la riscossa degli ex articolisti che ieri mattina, in un’affollata aula consiliare, hanno investito i sindaci della provincia delle loro problematiche, vale a dire smetterla col precariato ed avere un lavoro degno di tal nome. Alfiere di tale investitura è stato il sindaco di San Cataldo, Raimondo Torregrossa che, nella sua qualità di rappresentante provinciale all’Anci regionale (l’associazione dei comuni d’Italia), venerdì prossimo, a Villa Niscemi, dove l’Anci si incontrerà, formalizzerà ai colleghi sindaci del resto di Sicilia, quanto deciso ieri. Ad organizzare la partecipata riunione dei sindaci di Caltanissetta, è stato il primo cittadino di Mussomeli Gero Valenza. In tanti hanno risposto all’appello ed hanno firmato, a conclusione dell’incontro, un documento formale col quale si chiede un incontro al governatore Totò Cuffaro, per trovare le risorse economiche necessarie a stabilizzare gli ex articolisti.L’incontro si è aperto con l’intervento del sindaco Valenza: "Il problema dei precari interessa tutti i sindaci indipendentemente dal colore e quindi abbiamo voluto evitare strumentalizzazioni, da qui la decisione di non invitare deputati nazionali e regionali, visto che le elezioni sono alle porte". Nino Lanzalaco, vice presidente del Consiglio di Mussomeli ha portato il saluto e la solidarietà di tutto il civico consesso. Salvatore Piazza, ha parlato in rappresentanza di tutti gli ex articolisti (a Mussomeli sono 95 quelli comunali), e, dopo avere ringraziato i presenti, ha detto: "Non chiediamo la solidarietà, ma un atto concreto per dare dignità a questi lavoratori che vivono una situazione di precariato da quasi vent’anni. Pretendiamo una stabilizzazione seria, non si può vivere all’infinito con 480 euro al mese". Filippo Morgante, presidente del consiglio comunale di Butera, ha ricordato che Butera è stato uno dei primi comuni a stabilizzare i precari per dare loro dignità lavorativa. "Ne abbiamo stabilizzato 18, mentre altri 2 li abbiamo stabilizzati definitivamente in pianta organica con grande sforzo economico, ma 7 non siamo riusciti a stabilizzarli per mancanza di fondi". Totò Mistretta, sindaco di Acquaviva, nel ricordare che anche nel suo Comune è in atto l’occupazione permanente dell’aula consiliare, ha detto: "Ringrazio voi articolisti perché finalmente avete avuto il coraggio di unirvi per portare avanti una lotta sacrosanta, al di là dei colori politici. Ecco perché sono qua con voi, per affrontare insieme questa lotta con onestà e pacatezza ma anche con grande determinazione come state facendo voi. Finora non avete lottato uniti come hanno fatto i vostri colleghi regionali anche se io penso che quella legge sia incostituzionale, ma si tratta di una legge voluta dalla Regione e non dai Comuni". Raimondo Torregrossa, sindaco di San Cataldo (erano presenti anche gli assessori Sorce e Fasciana), ha detto: "Abbiamo stabilizzato tutti i nostri precari con contratto part time quinquennale per una serie di situazioni economiche favorevoli al Comune di San Cataldo. Alla fine dei 5 anni c’è l’impegno a trasformare tali contratti di lavoro a tempo determinato, in contratti definitivi. Conosco poco la manovra regionale ma sono contrario alla stabilizzazione di serie A e di serie B e già venerdì prossimo mi farò portavoce delle vostre istanze perché la stabilizzazione dev’essere uguale per tutti e se un risultato possiamo ottenere, credo che questo sia il momento più favorevole". Gero Difrancesco, sindaco di Sutera: "Non voglio fare polemiche ma va detto che con la legge del 1995 si è soltanto frammentato il fronte comune degli ex articolisti, scadenzando con contratti di diritto privato a 3, 4 o 5 anni la fine di tale contratto e quindi del lavoro. Il rischio concreto è che la Regione in futuro non avendo le somme, scarichi tutto sulle spalle dei Comuni e noi a Sutera non possiamo stabilizzare nessuno per mancanza di fondi. Bisogna organizzare nuove forme di lotta, da qui l’incontro di questo pomeriggio a Sutera, per chiedere nuovi leggi e porre fine a questo stato di attesa che per il precario dura da una vita. Il precariato deve concludersi con un lavoro vero e la stabilizzazione definitiva con 36 ore di lavoro". Giovanni Randazzo, sindaco di Milena, ha ricordato di essere un articolista a sua volta, di quelli fortunati però, in quanto regionale e quindi stabilizzato per i prossimi 5 anni con contratto a 36 ore. Ha detto: "Servono interventi legislativi forti per reperire le necessarie coperture finanziarie finalizzate a tale scopo". "L’assessora Guagenti di Campofranco (presente anche il consigliere Morreale) ha detto: "Stiamo cercando di stabilizzare i nostri 22 precari e da parte nostra siamo qui a dimostrare sensibilità verso i precari che tengono in piedi col loro lavoro i vari servizi dei nostri Comuni". Salvatore Mazzarisi, sindaco di Resuttano: "Voi articolisti siete una risorsa per noi ma a Resuttano siamo impossibilitati a stabilizzare i 21 precari perché rischiamo il dissesto finanziario. Noi siamo i vostri primi interlocutori ma le vostre istanze vanno portate alla Regione. La protesta contro i Comuni è sbagliata ma avete forza nel vostro numero e tale forza deve protestare compatta a Palermo". Salvatore Licata, sindaco di Bompensiere: "Nel nostro Comune di soli 600 abitanti, abbiamo stabilizzato gli 8 precari che c’erano, grazie a delle somme in bilancio. Qui si è parlato della disparità di trattamento dei precari regionali con quelli comunali, ma io credo a questo punto che esiste anche una disparità tra gli stessi comuni, con chi ha potuto stabilizzare i propri precari e chi non ha potuto. Come esiste per quei comuni che non hanno potuto stabilizzare i propri precari, il problema economico esiste anche per la Regione. Bisogna creare i presupposti necessari a risolvere questa ingiustizia sociale". Totò Brigida, sindaco di Marianopoli: "Ho stabilizzato tutti i 10 lavoratori precari con contratto part-time a tempo indeterminato ma non so se ho fatto bene stante che ora, in sede di concertazione, mi chiedono il tempo pieno e non ci sono le somme disponibili in bilancio. Si tratta di un problema di tutto il meridione e quindi nazionale, si tratta di soldi che non ci sono e, per essere chiari, sia la destra che la sinistra hanno le loro colpe". Il vicesindaco di Delia, Giordano, ha detto: "Abbiamo 42 Lsu, alcuni sono stati stabilizzati e per altri 27 è in itinere un progetto per reperire le somme. Fare la guerra non serve, bisogna lavorare in sinergia tra le varie istituzioni per risolvere il problema. Dobbiamo sensibilizzare lo Stato per chiedere finanziamenti speciali per il Nisseno dove i precari sono tantissimi". Il sindaco Brigida ha proposto: "Il 50% di finanziamento statale, il 30% regionale e il 20% comunale e il problema dei precari si risolverà". Santo Vilardo, assessore di Vallelunga ha detto: "Abbiamo stabilizzato con grande sforzo economico i nostri precari ma fra cinque anni che succederà?". Roberto Mistretta |