Quotidiano di Sicilia, 29 Dicembre 2005, Tradizioni & Cultura

Piu' di 20000 presenze annue sono quelle che registra ogni anno il presepe vivente realizzato nel quartiere arabo di Sutera, "Rabato".

Il mistero dell'avvento a Sutera

Il magico quartiere arabo di Sutera (CL), il "Rabato", ai piedi del monte S. Paolino, accoglie, anche quest'anno, lo straordinario presepe vivente che conta ormai piu' di ventimila presenze annue. Immerso in un paesaggio naturale e artistico suggestivo senza paragoni, il presepe si sviluppa all'interno del quartiere piu' antico della citta', contraddistinto da strette viuzze e da case in gesso con i "dammusi".
   Vicoletti illuminati da suggestive "torce" e falo', case ormai disabitate sono lo scenario di un presepe molto particolare, animato da personaggi tipici e tradizionali riproposti nei costumi, nella gestualita' e nelle parole di una volta. Il presepe vivente ripropone la nascita di Gesu' Bambino ambientandola in un'epoca posta idealmente alla fine dell'800 e inizi del '900. La rappresentazione e' organizzata dall'Associazione Kamicos con il contributo dell'Amministrazione Comunale di Sutera, dell'Assessorato Regionale ai Beni Culturali, della Provincia Regionale di Caltanissetta e dell'Associazione Culturale e Teatrale GOD (Gruppo Onuri e Dignita').
   Lo scenario presepiale occupa quasi tutto il territorio del vecchio sobborgo diventando meta di migliaia di visitatori provenienti da tutta la Sicilia. Oggi sono circa 100 i personaggi che costituiscono la folla del quartiere Rabato, novella Betlemme siciliana. Gente comune nei panni di contadini, pastori, artigiani, viandanti tutti impegnati nelle loro attivita' quotidiane. Una ricostruzione magistrale della citta' antica che propone diversi ambienti. C'e' il greggie, la tessitrice, le lavandaie, il fabbro, il falegname, il carrettiere, l'osteria ecc. Il tutto gravita intorno alla Nativita'. Nella notte di Natale, dopo la celebrazione della Messa nella chiesa Madre, i personaggi che animano il presepe raggiungono in processione la capanna per adorare Gesu' Bambino.
   Qui il visitatore diventa parte integrante del percorso dove e' possibile conoscere gli antichi mestieri, assistere le donne intente a ricamare o a cardare la lana, il ciabattino che ripara le scarpe insieme a i suoi figli, il fabbro che batte il ferro ardente e ferra i cavalli, vedere l'antico e caratteristico modo di lavare i panni mediante acqua e cenere.
   La fredda atmosfera invernale viene riscaldata inoltre, dalle nenie natalizie, le cui parole raccontano la nascita del Messia, il viaggio di Maria e Giuseppe, l'avviso ai pastori.
   Per la realizzazione del Presepe vengono impiegati interi mesi di duro lavoro ma alla fine il risultato e' suggestivo e di grande fascino.
   All'interno dell'itinerario presepiali ci sono tanti punti di degustazione di prodotti tipici locali come il vino, i ceci al maccu (ceci con crema di fave), il pitirri (una sorta di cous-cous di semola con verdure), la ricotta, il pane fresco con l'olio che contribuiscono a rendere protagonista lo spettatore. Inoltre un gruppo di suonatori e cantori con fisarmonica, chitarre, mandolino e l'immancabile "ciaramedda" ricrea l'atmosfera natalizia dei tempi che furono. Il Coro, formato dalla corale della chiesa Madre, si presenta in curati e ricercati costumi antichi con "scialli ricci" sulle gonne tipiche del tempo, veli sulla testa e calzature antiche. Le melodie intonate dal gruppo hanno testi in dialetto siciliano e sono dedicati alla Madonna, a San Giuseppe, a Gesu' Bambibo e alla ricostruzione della Notte Santa. Insomma uno spettacolo autentico, suggestivo e pieno di fascino in cui lo stesso visitatore diventa protagonista.



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