Sintesi della situazione sui rifiuti in Sicilia

Cari Amici,
mi chiamo Franco Cipolla e sono di ARAGONA.
   Vi scrivo la presente per aggiornarvi sul Piano Regionale dei Rifiuti in Sicilia e spero di avere dei contatti con voi per scambiare, e confrontare con le vostre, le varie esperienze che stiamo facendo sui nostri territori. Ebbene, il Piano Regionale dei Rifiuti in Sicilia è stato adottato dal Commissario straordinario per l'Emergenza Rifiuti Totò Cuffaro, il quale riveste anche la carica di Presidente della Giunta Regionale Siciliana (di centrodestra).
   In Sicilia l'emergenza dura dal 1999 ma fino ad oggi non era successo quasi niente dal punto di vista operativo.
   Improvvisamente, e forse per ordini provenienti direttamente dal "Palazzo Romano", egli intende piazzare in Sicilia quattro inceneritori e precisamente: a Palermo Bellolampo, a Casteltermini (AG), ad Augusta e a Paternò.
   Questi quattro inceneritori avranno undici megadiscariche a servizio, 12 centri di selezione e biostabilizzazione e circa 30 centri di trasferenza.
   In Sicilia produciamo circa 2.400.000 ton./annue di rifiuti e questi quattro inceneritori (per favore, non chiamateli termovalorizzatori!) sono tarati per incenerire 2.600.000 ton./annue, ... quindi sono sovradimensionati!
   La raccolta differenziata è pari al 6% in tutta l'isola ed è evidente che tutti i rifiuti prodotti verranno inceneriti, compreso il rifiuto "tal quale".
   Aragona vedrà il proprio territorio tremendamente martoriato in quanto già adesso, a 2Km a sud del centro abitato, in piena zona ASI esiste un centro di selezione che attualmente lavora e tratta i rifiuti prodotti da 14 paesi vicinori.
   A nord del centro abitato, a circa 3 km dalla periferia, dovrà sorgere una megadiscarica di 30 ha, dove verranno abbancati i rifiuti prodotti da 92 comuni della Sicilia, pari a 970.000 abitanti circa, quindi un quinto della popolazione siciliana!
   Dal progetto definitivo, si ha notizia che dovrebbero essere abbancati circa quaranta tipi diversi di rifiuti! Se ciò non bastasse, a cinque km in linea d'aria dalla megadiscarica e sempre in direzione nord, ma in terrotorio di Casteltermini (AG), verrà impiantato un inceneritore che avrà la capacità di bruciare 828 tonnellate al giorno di rifiuti. Avrà due ciminiere alte 60 metri. Lo stesso verrà costruito nel pieno del letto di un fiume, a meno di cento metri dal greto del Fiume Platani, in una conca soggetta da anni ad esondazione del fiume stesso.
   Sulle colline circostanti si affacciano vari paesi quali: Casteltermini, Campofranco, Sutera, Milena, Bompensiere, Grotte, Comitini, Aragona, Racalmuto, Cammarata, San Giovanni Gemini ed altri...
   Prevalentmente sono dei paesini che vivono ancora oggi di agricoltura e di pastorizia, di allevamenti ovini e bovini.
   Immaginate già cosa succederà quando le diossine, i furani, i metalli pesanti quali cadmio, mercurio, ed altro si poseranno sull'erba circostante che verrà brucata dagli animali (quindi entra nella catena ealimentare...e quant'altro).
   Attenzione: i siti sono statiscelti con un accodo tra gli operatori industriali privati e la struttura commissariale, senza tener minimamente conto della volontà delle popolazioni circostanti.
   Da circa due anni, da quando è entrato in vigore questo Piano, ci stiamo battendo in modo energico ma civile: non ci interessa occupare strade e ponti, se non altro per non dare la scusa al Potere di mandare i Celerini a bastonare le popolazioni inermi.
   Non vogliamo fare la fine di Acerra, quando il 29 agosto u.s. tutta la popolazione, donne e bambini compresi, è stata caricata dalla polizia.
   Attuiamo altre forme di protesta: da un mese siamo in assemblea permanente presso l'aula consiliare di Aragona, abbiamo occupato anche simbolicamente l'aula della Provincia di Agrigento, abbiamo fatto almeno sei manifestazioni pubbliche, l'ultima delle quali davanti a Palazzo d'Oléans, sede della Presidenza Regionale.
   Su una popolazione di 10.000 abitanti (in verità sette/ottomila dato che molti ragazzi sono fuori per gli studi, oltre ad un grosso flusso di emigranti) siamo riusciti a portare 1.200 persone a protestare contro il Piano Reginale dei Rifiuti.
   Il movimento cresce sempre di più e ciò grazie ad un convegno che si è tenuto ad Aragona il 12 giugno u.s. dove lo scienziato americano Paul Connett della Saint Lawrence University di N.Y. ha delucidato ad un pubblico di oltre 1.200 persone i rischi sanitari che si corrono con gli inceneritori.
   Ad oggi i quattro inceneritori sono così combinati: due (Paternò ed Augusta) hanno ottenuto la sospensiva dal Tar Catania, mentre gli altri due (Bellolampo e Casteltermini) sono oggetto di almeno 5 esposti alle varie procure della Repubblica di Agrigento, Caltanissetta e Palermo. Il centro di selezione di Aragona è pure oggetto di un grande contenzioso presso il tribunale di Agrigento.
   Ad oggi, il movimento cresce a vista d'occhio nonostante l'ordine tassativo della struttura commissariale di non far emergere nessun segno delle varie proteste sui mass media (sia stampa che video).
   Mi dispiace dirlo, ma devo ammettere che corriamo tempi tristi: c'è una "sospensione della democrazia", tanto per usare un eufemismo.
   Nonostante tutto e malgrado le arroganze del Potere del Palazzo siciliano, oggi siamo al centro dell'attenzione della stampa regionale e forse su quella nazionale, in quanto ci rendiamo conto che la nostra salvezza è la contro-informazione! Difatti io ho il compito di divulgare tutto quello che succede da noi, allegando anche tutta la documentazione di cui disponiamo e che possa servire per la lotta di chi è contro gli inceneritori!
   Abbiamo aperto da pochissimi giorni un sito: www.Aragonapulita.it dove mettiamo tutte le nostre idee e tutto quello che possa essere utile alla causa.
   Probabilmente a giorni, il Cuffaro cercherà di far spostare la megadiscarica di Aragona su un altro sito, per zittirci e non far aumentare le proteste dei comuni vicinori che non sono battaglieri quanto noi.
   Ma a noi ciò interessa non più di tanto.
   Siamo aguerriti e tutti uniti contro gli inceneritori: i veri mali delle nostre belle, martoriate, terre.
   Sono stato prolisso, lo riconosco, ma non potevo fare una sintesi più stringata. Avreste corso il rischio di perdervi qualche passaggio.
   Vi chiedo scusa.
   Un saluto da Franco Cipolla
   EMail: fracip2CHIOCCIOLINAlibero.it
   www.aragonapulita.it

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