L'Amico del Popolo, Settimanale Cattolico Agrigentino 10 Luglio 2005DALLA PARTE DELL’UOMOL’ultimo editoriale prima delle vacanze estive lo vogliamo dedicare ancora una volta al Piano di gestione dei rifiuti in Sicilia che prevede la costruzione del combinato: Centri Selezione Rifiuti, Discariche, Inceneritori. Nel territorio della nostra provincia dovrebbero sorgere una discarica ad Aragona ed un Inceneritore a Casteltermini.Contro questa decisione, con forza e in massa, hanno protestato i cittadini dei centri interessati e non solo. Ci si è mobilitati in difesa della salute e per ragioni che sono in contrasto con i principi della retta ragione e del buon senso. A tal proposito non possiamo non condividere le osservazioni che don Angelo Butera a nome dei parroci di Aragona ha mosso al Piano. “È un Piano - scrive padre Butera — che riconosce, anche se indirettamente, che il sistema provoca dei mali alla salute e prova ne è il fatto che il Piano prevede prima la costruzione del combinato centri di selezione rifiuti, discariche e inceneritori; poi la demolizione e la bonifica, come da tempo hanno già fatto in altri Paesi”. Ma ancora è antieconomico, “perché aumenterebbero i costi per lo smaltimento dei rifiuti a danno dei Comuni (e quindi dei cittadini) e ci guadagnerebbe solo una certa imprenditoria privata”. Infine, sostiene padre Butera, “l’autorità politica non può affidare esclusivamente ai privati la gestione del bene comune (specie della salute) ma deve intervenire a salvaguardia e garanzia delle popolazioni interessate.” L’alternativa? Secondo i più consiste nella proposta della raccolta differenziata dei rifiuti che porterebbe. appena avviata, solo benefìci: economici, infatti. la parte dei rifiuti che viene riciclata diventa “entrata preziosa” per le casse comunali; benefici in termini occupazionali, si creerebbero, nuovi posti di lavoro per gli addetti al ritiro dei rifiuti, già selezionate dalle famiglie; ambientali, si ridurrebbero al minimo le discariche e quindi eventuali relativi disastri ecologici: della salute, si eliminerebbero gli inceneritori, destinati alla gran mole di qualsiasi rifiuto e sarebbe destinato alla termo-valorizzazione, solo il minimo residuato che non può essere riciclato e comunque non deve contenere sostanze inquinanti per effetto della combustione. Poi c’è la salute, bene da tutelare: “il solo dubbio, continua padre Butera, che il sistema previsto dal Piano gestione dei rifiuti in Sicilia, possa provocare male alla salute, rende illecita e immorale la realizzazione”. Dalle colonne di questo settimanale non possiamo esimerci dal sollevare la questione sulla responsabilità dal punto di vista etico e religioso, perché la salvaguardia del creato è strettamente collegata con i problemi della giustizia e della pace. Il richiamo alla responsabilità, la necessità di ‘‘un’etica dell’ecologia” e di uno stile di vita più sobrio sono temi che non possono essere trascurati nella predicazione, nelle iniziative di gruppi e movimenti, nella formazione di una coscienza ecologica della gioventù, nell’adottare, nel nostro piccolo, linee direttive e criteri non inquinanti nel gestire ogni proprietà. Compito delle Chiesa, su questa questione vitale per il futuro dell’uomo, è stimolare la riflessione sull’etica delle proprie azioni quotidiane. Queste, se prese singolarmente, sembrano insignificanti: ma quando si sommano a quelle di altri uomini prendono dimensioni preoccupanti per i danni che arrecano all’ambiente e possono diventare anche irreversibili. Siamo ben consapevoli dei gravi problemi tecnici ed economici, è proprio per questo non è possibile pensare al problema in termini di opportunità politica: quando in campo ci sono questioni come la salute dell’uomo e la salvaguardia dell’ambiente, le tessere e gli schieramenti non devono prevalere; non si po’ non stare che dalla parte dell’uomo e della sua salute. Don Carmelo Petrone |