Lettera aperta al Prof. Umberto Veronesi

Illustrissimo Professore,
abbiamo avuto notizia che l’On. Cuffaro, presidente della Regione Siciliana e commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Sicilia, L’ha nominata presidente di un comitato scientifico che avra' il compito di verificare l’impatto ambientale e sulla salute dei quattro inceneritori che bruceranno in Sicilia 2.500.000 tonnellate di rifiuti l’anno.
   Nonostante il conforto derivante dalla sua nomina, frutto del riconoscimento dei grandi meriti da Lei acquisiti nel mondo scientifico internazionale, avvertiamo il bisogno di esprimerLe le nostre perplessità.
   Nella nostra qualità di comunità direttamente interessata agli effetti delle emissioni prodotte dall’inceneritore di Casteltermini (AG), ci siamo informati sulle conseguenze che tali impianti producono.
   Abbiamo raccolto una documentazione scientifica tutt’altro che tranquillizzante sull’ingresso delle diossine nella catena alimentare, sugli effetti del loro accumulo nel corpo umano, sulla incapacità dell’organismo di smaltirle e sulla sua trasmissione attraverso il cordone ombelicale, la placenta e l’allattamento al seno.
   L’intera popolazione ha anche assistito ad una illuminante conferenza del Prof. Paul Connet, sull’argomento ed ha approfondito un appassionato studio sul tema del Prof. Federico Valerio dell’Università di Genova.
   Viceversa, i sostenitori della realizzazione degli impianti di incenerimento basano le loro argomentazioni sulla presenza di tali impianti funzionanti in vari luoghi. Le sembra una tesi coerente col principio di cautela e con quello etico – “in dubio non agitur”?
   Capirà che anche il minimo pericolo per la salute non potrà farci dormire tranquilli.
   Ecco perché siamo ad esprimerLe tutta la nostra paura per il domani nostro e dei nostri figli e converrà che non ci può bastare la certezza di un serio monitoraggio dell’ambiente ad impianto attivato.
   Quello che veramente ci servirebbe, cioè la certezza che l’inceneritore non provocherà danni attuali o futuri alla salute nostra e dei nostri figli, nessuno ce lo può dare!
   Neanche Lei con tutto il rispetto che Le è dovuto.
   Lei stesso, stimato patrocinatore della raccolta di fondi in favore dell’Associazione Italiana per la ricerca sul cancro, alla quale anche Aragona nel suo piccolo ogni anno con entusiasmo partecipa, ha evidenziato l’importanza basilare della prevenzione.
   Non ritiene che sarebbe preferibile applicare, anche in questo caso, il suo stesso insegnamento per cui fondamentale nella medicina è la prevenzione?
   Visto che Lei attribuisce rilievo significativo al cibo nella formazione delle neoplasie, ci vuole spiegare come mai un aumento delle diossine nella catena alimentare non dovrebbe produrre effetti dannosi?
   Non ritiene più coerente al prestigio internazionale, acquisito in anni di faticosi studi, mettere la sua esperienza a difesa diretta dei cittadini, posto che è un dato scientificamente provato che la diossina fa male e che non esistono tecnologie capaci di escluderne l’emissione nell’ambiente?
   Chiediamo, pertanto, la Sua opinione qualificata in proposito.
   Grazie

Una rappresentanza di Siciliani che hanno a cuore la salute propria e di tutti i corregionali.



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