La Sicilia, 25 Gennaio 2005, Cronache di Caltanissetta e provincia

IL PRESIDENTE DELLA PRO LOCO LANCIA PESANTI ACCUSE AGLI ORGANIZZATORI DELLA MANIFESTAZIONE

«Ma quello di Sutera oramai è un presepe... morente»

SUTERA. Dura reprimenda da parte del presidente della Pro loco, Marco Carruba, contro gli organizzatori del presepe vivente di Sutera, definito: "Presepe morente".
   In una lunghissima nota, il presidente della Pro loco elenca quelle che a suo dire sono state le tante manchevolezze degli organizzatori. Sintetizziamo un paio di passaggi: «Assistere, progressivamente alla lenta agonia del presepe vivente di Sutera, dispiace e rattrista tutti, ma soprattutto chi come me ha contribuito all'allestimento della manifestazione che ha visto nell'edizione 2002/2003 il massimo risultato raggiunto da un punto di vista promozionale, di successo di pubblico, riconosciuto a distanza di tempo».
   Carruba richiamando le condizioni climatiche sfavorevoli che hanno condizionato il presepe, elenca quindi i presunti errori. «Un primo errore macroscopico -scrive- è stato quello di non avere promosso a sufficienza l'evento presepe sulle pagine speciali dei quotidiani regionali. Secondo errore non averlo diffuso e propagandato a sufficienza sulle tivù locali. Terzo, non avere acquistato con anticipo spazi pubblicitari sulle maggiori testate giornalistiche».
   Il presidente della pro-loco sottolinea positivamente, comunque, come grazie alla personale amicizia del presidente della Kamicos (Paolino Scibetta) col regista Michele Guardì, il presepe di Sutera sia approdato a "I fatti vostri", nota trasmissione su Raidue condotta da Giancarlo Magalli.
   «Ma il presidente della Kamicos -conitnua Carruba- non ha saputo cogliere la ghiotta occasione offerta dalla rete nazionale e anzicché descrivere l'evento, la millenaria storia di Sutera, il fascino del quartiere Rabato il suo unico e meraviglioso tessuto urbano e le meraviglie in esso nascoste, si è limitato a ripetere i riconoscimenti conseguiti».
   Carruba continua e più avanti aggiunge: «Un presepe morente che non sa più proporre prodotti tipici e che si serve di un ristoratore locale per preparare e fare degustare un piatto caldo». Carruba rimpiange il tempo in cui «le postazioni venivano allestite dai volontari ed il pitirri e il maccu venivano preparati dalle sapienti mani dei soci della pro-loco, senza costi aggiunti se non quelli delle materie prima impiegate per la preparazione. Benedetto il tempo in cui i muli, i cavalli, le pecore facevano sentire la loro vitale presenza nello scenario presepiale».
   Insomma, presepe bocciato su tutta la linea per il presidente della pro-loco.

Roberto Mistretta



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