Inceneritore. La pazienza del ragno di A. Camilleri

  Vi starete chiedendo cosa c'entra un brano tratto dal romanzo "La pazienza del ragno" di Andrea Camilleri con il Termovalorizzatore.
  C'entra, c'entra.
  Intanto e' bene chiamare l'impianto con il suo vero nome: INCENERITORE.
  Il nome Termovalorizzatore e' stato inventato per far credere di essere in presenza di un processo nuovo e "valorizzante" e per cercare di rendere piu' amichevole una tecnologia, quella dell'incenerimento dei rifiuti, che atterrisce da sempre la popolazione, memore di stragi a base di diossina e di nubi tossiche. E' vero, produce energia elettrica, pero' costa il triplo di quella prodotta dalle vecchie centrali a carbone.
  E veniamo ora a Camilleri e al suo romanzo.
  In questo brano il commissario Montalbano descrive la strada che si accinge a percorrere con la sua auto.
  Avete capito?
  Si', la strada e' proprio lo Scorrimento Veloce S.S. 189 Agrigento-Palermo che quei geni illuminati fautori dell'ancora ipotetico inceneritore di Casteltermini-Campofranco pensano di far percorrere a circa duecento (200) TIR al giorno per far affluire la spazzatura all'impianto.
  Buona lettura.
Giovanni Chiparo
EMail: johnchipCHIOCCIOLINAtiscali.it


La pazienza del ragno

Andrea Camilleri

Sellerio Editore Palermo

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  Piglio' la scorrimento veloce per Palermo che era trafficata assa'.
  Era una normalissima strata a du' corsie leggermente piu' larghe del normale ma, va a sapiri pirchi', tutti la consideravano una specie d'autostrata. E, di conseguenza, come su un'autostrata si comportavano.
  Tir che si surpassavano, machine che currivano a centocinquanta all'ora (dato che un ministro, quello cosiddetto competente, aviva dichiarato che a tanto si potiva andare sulle autostrate), trattori, vespe, camioncini scassati in mezzo a uno sdilluvio di motorini.
  La strata era, tanto a mano dritta quanto a mano manca, costellata da lapiduzze ornate da mazzetti di fiori, non per billizza, ma a segnare il loco esatto indovi decine di disgraziati, in machina o in motorino, ci avivano perso la vita.
  Un memento continuo, del quali pero' tutti altamente se ne stracatafottevano.
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