Giornale di Sicilia, 01 novembre 2004, Cronache di Caltanissetta e provincia

La piazza non cambia nome. Sant'Agata dovra' aspettare.

SUTERA.(gita)"Io non sono Monarchico, ma la mia opposizione nei confronti della scelta del sindaco di cambiare il nome della piazza, nasce soltanto dalla semplice considerazione che si tratta di un idea balzana e senza senso".
L'ex sindaco di An Marco Carrubba, e "nemico storico" del suo successore Gero Difrancesco, in questo modo vuole spiegare i motivi che lo hanno indotto a scendere in campo e appoggiare Azione Monarchica in questa battaglia.
"Sant'Agata- spiega Carrubba- ha già dedicata una parrocchia, una strada principale, una contrada decisamente importante. Non vedo la necessità di mutare la denominazione della piazza. Penso che sia un regalo che il sindaco vuole fare a padre Biagio Biancheri e ai suoi fedelissimi parrocchiani della chiesa di Sant'Agata".
"Non capisco- sottolinea Carrubba- cosa Re Umberto abbia fatto a Sutera per essere trattato in questo modo. Addirittura la vecchia lapide su cui era impresso il nome del sovrano è stata frantumata in mille pezzi. In questo modo si è voluto cancellare la memoria storica, proprio come se si volesse cambiare il nome di una piazza dedicata a Pertini o a Togliatti". L'ex sindaco tenta di rivalutare la figura del monarca di casa Savoia: "Ricordiamoci che i suteresi hanno voluto dedicare la piazza al Re in ricordo della visita di Umberto I al paese.
Ma questo evidentemente Difrancesco lo sconosce. Come sconosce che Sutera custodisce l'abito da sposa donato da Maria Cristina di Savoia. L'ennesimo esempio dei buoni rapporti tra Sutera e casa Sabauda".

Giuseppe Taibi



HOME