La Sicilia, 27 luglio 2004, Cronache di Caltanissetta e provinciaSpariscono antiche tele e calici a SuteraGrazie alla testimonianza del sacerdote don Giuseppe Carrubba, 77 anni, che sovrintende alla chiesa del Carmine da dove sono state rubate nei giorni scorsi alcune opere d'arte, è stato possibile fare un inventario di quanto è stato portato via. Si tratta di un quadro del Beato Bernardo da Corleone del 1667 (120x60), due quadri del XVII secolo, ovvero l'Addolorata (80x65), e Cristo deriso (65x55) e quindi due quadri antichi, ma non datati, raffiguranti San Paolino e Sant'Onofrio, entrambi 120x60. Inoltre i ladri hanno asportato un inestimabile calice d'argento dorato sbalzato del 1500 (un altro calice d'inizio secolo di metallo dorato è di poco valore), otto antichi candelieri in legno dorato ed anche due teste in legno, anch'esse molto antiche.Un furto studiato a tavolino ed eseguito in maniera del tutto indolore. I ladri infatti, sembra, utilizzando un ponteggio metallico in uso nell'adiacente ex convento dei carmelitani dove si stanno eseguendo i lavori per realizzare il museo degli ori e degli argenti, si sono introdotti da un finestrino nella chiesa. Qui dopo avere razziato il tutto, hanno aperto la porta e quindi il cancello, hanno caricato la refurtiva sull'automezzo col quale si erano portati sul luogo, sono quindi rientrati in chiesa, hanno richiuso cancello e porta e sono usciti di nuovo dal finestrino. Il tutto ovviamente per ritardare quanto più possibile la scoperta del furto delle opere d'arte. La chiesa del Carmine, infatti, viene aperta solo la domenica per la celebrazione della messa da parte dell'arciprete padre Giuseppe Carrubba. Sono state delle donne che sabato pomeriggio, quando si sono recate in chiesa per preparare le letture ecclesiastiche, hanno notato un insolito disordine. Hanno quindi avvertito l'arciprete che poco dopo era già sul posto. Erano circa le 16.30. «Anche stavolta non abbiamo potuto fare altro che prendere atto del furto -commentava ieri amaro padre Carrubba- e guarda caso è accaduto anche mentre qua accanto ci sono dei lavori in corso come era già accaduto alla madrice. Quando sono arrivato in chiesa mi sono reso conto dell'accaduto ed ho avvisato i carabinieri. Secondo Padre Carrubba il valore commerciale delle opere d'arte trafugate è davvero notevole, il che fa pensare ad un furto su commisione ed inoltre racconta come i ladri sono penetrati in chiesa e come, dopo avere caricato i quadri con le cornici, sono rientrati in chiesa per richiudersi le porte alle spalle. Le opere d'arte erano state repertate dalla Sovrintendenza. Ulteriori foto sono state realizzate dal fotografo Nino Di Prima a supporto del libro sulle opere d'arte realizzato proprio dall'arciprete. Tre anni fa a finire nel mirino dei ladri furono un'antica tela raffigurante il Battesimo di Gesù nel Giordano e due angioletti in legno, trafugati in pieno giorno dalla chiesa madre di Sutera e già allora si richiamarono le malefatte di Gulino da Delia che nel 1926 avrebbe trafugato dal santuario di San Paolino una preziosa tela del Tancredi. Venne anche denunciato come l'inestimabile patrimonio di Sutera fosse abbandonato a se stesso. Una dozzina d'anni addietro, sempre alla Madrice, si verificò il furto di 14 colonne di marmo pregiato del 1700. Colonne che poi furono fatte rifare dallo stesso sacerdote. Su quest'ennesimo furto gli indizi sono pochissimi e le testimonianze inesistenti, mentre il gran patrimonio artistico degli antichi centri del Vallone continua ad essere depredato dai ladri di opere d'arte che agiscono indisturbati e con molta tranquillità. Roberto Mistretta |